Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/201

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— Benissimo... Ora... addio... Siamo amici, n’è vero?... Ebbene, avete ora più volontà di battervi meco?

Amedeo non rispose.

— Vedete che io non aveva tanto torto, continuò Gaetano, allorchè ieri vi dissi che eravate indegno di portare quel nastro rosso all’occhiello dell’abito.

Il cavaliere fremeva di rabbia... e non rispondeva. Nei suoi occhi per altro luccicava un lampo di satannica gioia.

— Addio, dunque... cavaliere, e non dimenticate mai la conversazione di questa mattina... Ci siamo intesi? Eh! ci siamo intesi, sig. ladro di testamenti?

— Sì, rispose il cavaliere con freddezza.

— Addio.

La bussola si chiuse dietro Gaetano...

Il cavaliere intanto aprì un altro uscio della sua camera, attraversò un salone, dischiuse una finestra in sulla strada Nardones, e si pose a guardar giù,... precisamente verso il proprio portone.

Gaetano stava per montare sulla carrozza che lo aveva aspettato, quando un uomo di circa 40 anni, vestito con molta decenza, se gli accosta.

— Non è ella il famoso dottore inglese Oliviero Blackman?

— Per servirla.

— Imploro un istante dalla vostra filantropia, sig. Blackman. Un funesto accidente ha colpito un vecchio, sostegno di una numerosa