Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/24

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disprezzo dell’uman genere, e la più mortale apatia ai mali ed alle sofferenze altrui. Non è questo il momento di dire perchè sì fortemente erasi dato questo giovane allo studio dell’arte salutare, mentre al converso avrebbe dovuto trovare un certo tal quale sollievo ne’ tormenti e nella morte de’ suoi simili.

Nel tempo in cui comincia questa istoria, cioè nell’anno 1840, Gaetano fatto avea passi giganteschi nella sua professione. I suoi compagni, dopo che egli ebbe parlato così dottamente alla cattedra di anatomia, il teneano già in concetto di esperto medico, ed i suoi professori gli affidavano varie cure d’infermi, cui egli trasse a guarigione perfetta. L’oculatezza, la somma penetrazione, la fredda disamina del morale dell’infermo erano le principali qualità di Gaetano nell’esercizio della sua arte. Il rumore della sua valentia giunto era all’orecchio del notaro, il quale, per quella specie di rancore che gl’ignoranti serbano sempre contro gli uomini d’ingegno, non iscemava niente affatto de’ suoi maltrattamenti verso il giovane suo commesso; anzi vie più accrescevali, quando in ispezialità di pochi minuti indugiava la venuta di lui all’ufficio.