Pagina:Mastro-don Gesualdo (1890).djvu/422

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Ma l’amico non gli dava retta, inquieto, coll’orecchio sempre teso dall’altra parte. Indi si alzò e andò a vedere se Bianca avesse bisogno di qualche cosa. Essa non aveva bisogno di nulla, guardando fisso con quegli occhi di creatura innocente, recandosi alla bocca di tanto in tanto il fazzoletto che ricacciava poi sotto il guanciale insieme alla mano scarna. Le cugine Zacco stavano sedute in giro dinanzi al letto, colle mani sul ventre. La mamma per rompere il silenzio balbettò timidamente:

— Sembra un po’ più calma.... da che siam qui noi....

Le figliuole a quelle parole guardarono tutte insieme, e approvarono col capo.

Il barone s’accostò al letto lui pure, dimostrando molto interesse per l’ammalata:

— Sì, sì, non c’è confronto!... l’occhio è più sveglio; anche la fisonomia è più animata.... Si capisce!... udendo discorrere intorno a lei.... Bisogna distrarla, tenerle un po’ di conversazione.... Per fortuna siete in buone mani. Il dottore sa il fatto suo. Poi, quando si hanno dei mezzi!... quando non manca nulla! Ne conosco tanti altri invece.... ben nati.... di buona famiglia.... cui manca di giorno il pane e di notte la coperta!... vecchi e malati, senza medico nè speziale....

Si chinò all’orecchio di don Gesualdo e spifferò il resto. Bianca l’udì o l’indovinò, con gli occhi luminosi che fissavano in volto la gente, e cavò di sotto