Pagina:Mastro-don Gesualdo (1890).djvu/428

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 420 —

stesso sangue... Le questioni... gl’interessi... si sa, in tutte le famiglie... Ma ogni cosa deve mettersi da banda in certe occasioni... Anche Ninì... poveretto, non si dava pace... Diceva sempre... Infine vorrei sapere perchè...

Don Ninì approvava coi gesti e con tutta la persona che aveva lasciato cadere sul canapè facendolo scricchiolare; e subito intavolò il discorso per cui erano venuti — sua moglie volle assolutamente che il cugino sedesse in mezzo, fra due fuochi. — Abbiamo quell’affare del nuovo appalto, caro don Gesualdo. Perchè dobbiamo farci la guerra fra di noi, dico io? a vantaggio altrui?... giacchè infine siamo parenti!...

— Sicuro! — interruppe la moglie. — Siamo venuti per questo... Come sta la cugina?

— Come Dio vuole!... Come ci avessi il gastigo di Dio sulle spalle!... Non ho testa di pensare agli affari adesso...

— No, no, non voglio che ci pensiate... Appunto dicevo... dovreste rimettervene a una persona di fiducia... Salvo l’interesse, ben inteso...

Don Ninì a un tratto si fece scuro in viso, cacciandosi all’indietro appuntandogli in faccia gli occhi sospettosi:

— Ditemi un po’ vi fidate voi di Zacco? Eh? vi fidate?