Pagina:Matilde Serao Il ventre di Napoli.djvu/94

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telli, vedi dei castelletti di fichi d’India, sbucciati: un uomo spinge il carretto, una lampada a petrolio vi fumiga, il carretto si ferma ogni tanto. Riparte, lasciando talvolta dietro di sé le bucce spinose e sdrucciolevoli.

È drammatico assai, per un novelliere, girare dopo mezzanotte: e trovare degli uomini che dormono sotto il porticato di San Francesco di Paola, col capo appoggiato alle basi delle colonne: degli uomini che dormono sui banchi dei giardinetti in piazza Municipio; dei bimbi e delle bimbe che dormono sugli scalini delle chiese di San Ferdinando, Santa Brigida, la Madonna delle Grazie, specialmente quest’ultima che ha una scala larga e certi pogginoli ampi: nel centro di via Roma.

Può piacere all’uno e all’altro, che giusto a due passi da via Roma, vi sia il Chiostro di San Tommaso d’Aquino, dove non ci sono più monaci, ma che è un piccolo fondaco, una piccola Corte dei Miracoli con le sue viuzze nere, i suoi budelli, le sue vinelle, e le sue