Pagina:Memorie del Cagliostro in Roveredo.djvu/15

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mentano i vermi, e niuno finora lo ha capito. Quelli poi, stupefatti, tacevano. E rivolto a Giuseppe disse: sii di buon animo: io ti risanerò fra otto giorni. Tu abbi fede in Dio, ed in me; e fa quello, che ti prescriverò. E si protestò d’esser Cristiano, e non lo dissimulò. Dopo queste cose poi, licenziata la moltitudine traghettò il fiume, e ritornò nella città, dove eravi un giovine uomo, della compagnia del Pretorio, infermo; da cui anche prima era stato, e che cominciava a stare meglio; e similmente una ragazza fanatica, la quale pure sembrava da se stessa prendere quiete; ed altri molti, che testimoniavano in se medesimi le opere della sua carità, e lo benedicevano.

VIII.


E tutti si meravigliavano sopra il giovinetto della squadra del Pretorio, che in breve fosse per levarsi, mentre da cinque mesi giaceva immobile, ed era ridotto quasi morto per l’enfiagione delle gambe, e per i dolori artetici. Era poi l’origine della sua infermità il contagio, che viene dai confini della terra, per mezzo della concupiscenza, a punire le opere della carne.