Pagina:Memorie del Cagliostro in Roveredo.djvu/33

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dicamenti, che da lui si prescrivevano, non volli, e rimandai quelli, che li cercavano, spinto da carità verso di loro. Avea poi compassione d’alcuni, che lodavanlo come un Botanico, e Chimico molto valente. Imperocchè così altri pure pensavano, i quali anche confutavano con forza ciò, che si diceva nel volgo intorno ai misteri dei Confratelli Muratori celebrati da lui in quella notte assieme con i suoi seguaci. Imperocchè dicevano: questi a loro fa conoscere certe cose più astruse di Fisica e Chimica, e il popolo crede, che siano iniziati da lui nelle cerimonie della libertà. Egli è un buon uomo, ed istrutto certamente in ogni scienza degli Asiatici, e degli Europei, poichè odia i ciarlatani. E molti si ridevano di questo parlare, ripetendo il vecchio proverbio: Figulus Figulum. Non è forse vero, che in principio voleva scommettere con grandi pegni, che i deboli, i zoppi, e quelli, che avevano rotte l’ossa, a un prefisso giorno, s’alzerebbero, e camminerebbero senza fallo? E chi fu mai quel ciarlatano così imprudente? certamente è il padre di tutti. E mentre si passavano questi discorsi, stava egli in casa, e Battista fratello di Nicola e Luigi personaggio nobile della città