Pagina:Memorie per servire alla vita di Dante Alighieri.djvu/43

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36 memorie

delle quali per nome Martinella fu moglie di ser Gregorio di ser Francesco di ser Baldo del Popolo di Sant’Ambrogio autori della famiglia Ser Franceschi, che godette gli onori della Repubblica Fiorentina1, e la seconda per nome Tonia ebbe in consorte Lapo di Riccomanno del Pannocchia. Un figlio maschio nacque ancora a Francesco, il quale si trova che, come lo zio, ebbe nome Durante2. E qui non posso fare a meno di non avvertire lo sbaglio preso da alcuni moderni scrittori nel supporre, che Dante avesse un figliuolo per nome Francesco e che da costui fosse comentata la divina Commedia del padre3. Imperiocchè non avendo potuto avere di ciò un indubitato riscontro nè da veruno antico autore, nè da qualche documento d’intiera fede, il quale rammenti un Francesco per figliuolo di Dante, ho giusto motivo di credere, che questi tali scrittori non abbiano altra testimonianza da addurre per riprova della loro asserzione, che quella di Cristofano Landino4, e di Martino Paolo Niobedato Novarese5; e che su la loro fede abbiano confuso il fratello del Poeta con alcuno de’ figliuoli del medesimo Dante; tanto più poi che il supposto commento per confessione di loro stessi non si sa ov’esista, ed è forse perduto6. Oltre al fratello Francesco ebbe Dante

  1. Spogli del capitan della Rena.
  2. Nei detti spogli del capitan della Rena si trova mentovata madonna Tonia sorella di Durante di Francesco d’Allighiero Alighieri, e moglie di Lapo di Riccomanno del Pannocchia.
  3. Dopo il Canonico Mario Crescimbeni nella storia della volgar poesia vol. II, Pag. 272, edizione di Venezia del 1730. in 4°, l’Apostolo Zeno nelle annotazioni alla biblioteca italiana del Fontanini tom. I. pag. 229. e seg. il Conte Mazzucchelli nel Vol. I. part. I, degli scrittori Italiani pag. 492. ed altri che per brevità si tralasciano.
  4. Prefazione del suo comento sopra la Commedia di Dante.
  5. Nella dedicatoria a Guglielmo marchese di Monferrato dell’edizione della Commedia fatta in Milano nel 1478, col comento di Guido Terzago, e del supposto Jacopo della Lana.
  6. Così il Mazzucchelli nel luogo citato, ed altri. In quanto a me fino a tanto che non si ritrovino più autentiche autorità di quelle del Landino, e del Niobedato non mi so indurre ad ammettere per vera l’esistenza d’un figliuolo di Dante per nome Francesco.