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Buonoconte da Montefeltro, figliuolo del celebre Guido[1], e non pochi altri valorosi Cavalieri del loro partito. Narra Leonardo Aretino[2], che in questa azione Dante si trovava a combattere nella prima schiera, ove portò gravissimo pericolo, e che in una sua Lettera latina l’aveva minutamente descritta. L’anno dopo 1290. del mese d’Agosto[3] i Lucchesi con l’ajuto de’ Fiorentini, e degli altri loro collegati, si volsero contro i Pisani, e fra i molti danni fatti ad essi, uno fu la presa del Castello di Caprona, non molto discosto da Pisa. In questa spedizione ancora vi fu Dante, il quale ci racconta[4] di aver veduto uscire ignominiosamente pieno di timore il presidio di quel Castello.
- ↑ Di costui parla Dante nel Cant. V. del Purg. vers. 88. e seg. dicendo, che nella detta battaglia, in cui restò morto, non fu trovato il di lui corpo. Buonconte fu Capitano di gran valore, come raccontano gli Storici.
- ↑ Vita di Dante.
- ↑ Vedi il Villani lib. 7. cap.136.
- ↑ Inferno Cant. XXII. vers. 94. e seg.
«E così vid’io già temer li fanti,
«Ch’uscivan, patteggiati, di Caprona,
«Veggendo sè tra nemici cotanti.
Ved. Guazzesi Disser. del Dominio del Vescovo di Arezzo in Cortona pag. 154. e 155. in not.