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| 434 | MEM. STOR. CIV. ED ECCL. |
po che ne ottenne l’investitura da Anacleto Antipapa, che fu nell’anno 1130. dopo io scisma accaduto per la morte d’Onorio II. tra Innocenzo II. eletto legittimamente, e Anacleto, che s’intruse, prendendo il nome di Anacleto II. Titolandosi Rugiero Re d’Italia: Ego Rugerius Dei Gratta Siciliae, et Italiae Rex : deve sapersi, che qui per Italia s’intende la Cistiberina, non già per l’intera Italia, e Rugiero prese quello nome di Re d’Italia, come un titolo più specioso, conforme presso gl’Autori di que’ tempi, per Italia s’intendea la Cistiberina, come appunto era quando le Provincie d’Italia assolutamente erano solo quelle, che venivano sottoposte al Prefetto d’Italia, non quelle, che ubbidivano al Prefetto, che risedeva in Roma, non ostante che venissero comprese nella descrizione dell’Italia, presa nella sua più ampia estenzione, e da’ Greci fu introdotto questo nome assoluto d’Italia, volendo con ciò mantenere il loro fasto in quelle poche Provincie, che gl’erano rimaste, col nome di Puglia, discacciati già dal resto dell’Italia, e Guglielmo il Buono, figliuolo di Guglielmo il Malo, e Nipote di Rugiero II. di questo nome, e I. Re di Napoli anche si titolò Re d’Italia; in quanto l’Italia si prendea per la Cistiberina, che abbraciava il continente del Regno, come sopra, deprezzando il titolo di Conte, o Duca di Puglia, come prima cominciarono i Normanni: e questo Diploma di Guglielmo il Buono, in cui si appella Sicilia, et Italia Rex si legge disteso nel cap.10. di questo lib.4. §.1. ove si parla dei Monistero, e Badìa di S. Elena in Pantasia.
5. In questo Diploma si confermano molti privilegi al Monistero, e Badìa di S. Maria di Melanico, e non solo quello di Pandulfo, e Landulfo. Principi Longobardi, ma anche si conferma la donazione di Casale Alto, fatta da Grifilio, suo Nipote, e dichiara di ciò fare ob amorem Regis Coelestis, e per la salute dell’Anima del Conte Rugiero suo Padre, e di Adelaida Regina, sua Madre notandosi, che Adelaida fu Regina in quanto che dopo la morte del Conte Rugiero, suo Marito, si rimaritò con Balduino Boglione II. Re di Gerusalemme, come scrive Monsignor di Tiro, l’onore del quale Arcivescovado di Tiro Noi, benchè indegnamente, abbiamo, e ciò scrive nell’Istorie Sagre lib.II. cap.21.
6. Guglielmo il Buono onorò parimente questa Badia, e suo Monastero colla conferma de’ suoi Privilegj come Siegue: In nomine Dei eterni, ac Salvatoris nostri Jesu Christi, anno Incarnationis ejusdem millesimo centesimo septuagesimo quinto, octava Indictione. Nos Willelmus Dei gratia Siciliae, et Italiae Rex Guilelmi Regis haeres, et filius per hoc praesens scriptum notum facimus, quod Joannes Venerabilis Abbas S. Mariae de Melanico fidelis noster veniens ad Curiam nostram cum Petro Venerabili Episcopo Larinen fideli nostro, et cum quibusdam de Monachis suae Ecclesiae celsitudini nostrae supplicavit attente, ut de solita benignitate, ac gratia nostra dictum Monasterium S. Mariae de Melanico cum omnibus Tenimentis suis, et pertinentis tam acquirendis, quam acquisitis, sit ipsum Monasterium ad nos specialiter, et multo medio pertinet sub Protectione, et defensione Culminis nostri france, et libere recipere dignaremur . Nos itaque de innata nobis clementia supplicationem ipsius Abbatis, et Episcopi antedicti be-