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| LIB IV. CAP. X. | 465 |
tertio Principatus domini Pandolpbi gloriosi Principis, et anno octavo Principatus Domini Landolphi Eccmi Principis Filii, quarta Indictione in Sacratissimo Beneventano Palatio. Loco ✠ annuli . E la forma dell’anello di Pandolfo, e Landolfo si vede in più Diplomi presso il lodato P. Gattola d. p.57. e segg.
3. Quindi si vede, che non solo i pietosissimi Principi Beneventani Pandolfo, e Landolfo fondarono la Chiesa, ma per anche vi aggiunsero un ampio Monastero, e così fondato lo posero sotto la cura de’ Monaci Benedettini, acciocché pregassero il Sommo Dio per loro. E perché si fussero mantenuti con decente Religiosità, assegnarono in beneficio del Monistero, e sua Chiesa, che vollero fusse edificata, col titolo di S. Elena, molti luoghi, e possessioni nel loro demanio, che avevano nel Contado detto di Pantasia, con facoltà all’Abate Giovanni, che fu il primo, che incominciò a reggere il Monistero, e a’ suoi successori di poter edificare in detti luoghi Casali, o Ville, e condurvi Uomini ad abitare, dicendo in questo modo, come appresso, e si notano i confini de’ vasti Territorj, che si concedono con detto Diploma da Pandolfo, e Landolfo alla Chiesa, e Monistero di S. Elena; alcuni nomi de’ quali, perché si sono confusi cagionarono gravi controversie tra Monsignor Pianetti, Vescovo antecessore, e Abate di S. Elena, e il Signor D. Bartolomeo Rota, Marchese di Colletorto, e Signore di S.Giuliano, e portata la causa nella Curia Metropolitana di Benevento, coll’accesso del Reggio Tavolario, e Giudice deputato l’anno 1712. furono stabiliti, come siegue, cioè: Per Mezzo giorno, tramezzandovi il Vallone di Laureto, confina col Territorio di Colletorto, dal quale è distante un miglio, e mezzo in circa: Dalla parte di Occidente col Territorio di S. Giuliano, dal quale è distante cento passi in circa: dalla stessa parte di Occidente, e Settentrione co’ Terrirorj di Magliano, e S. Croce, da dove è distante mezzo miglio in circa: dalla parte di Settentrione, e Greco colla Badia di Melanico: e finalmente dalla parte di Oriente confina verso il Fortore.
4. Vogliono di più Pandolfo, e Landolfo Principi pietosissìmi, che questa donazione di Chiese, Monisterj, e beni sia franca, libera, e assoluta, ita quod nullus Castaldus, seu Bajulus, seu Perfona aliqua liceat praedictam Ecclesiam molestari in aliquo, nec ab ea aliquo auferri : e poi conchiudono in detto Diploma: Siquis hanc nostram donationem, et offertionem quolibet modo irritam facere presumpserit, aut violator extiterint, sciant si sibi prenominato Johanni Abbati, et suis successoribus composituri auri optimi libras decem. E qui sotto nome di Castaldo viene, ed è lo stesso, che l’Esattore de’ tributi. Du-Cange in Glossar. Verb. Castaldus.
5. Si legge il Diploma colla sua data Actu et c. in Sacratissimo Beneventano Palatio. Ecremperto nella sua Storia al num.3. e con esso Leone Ostiense nel lib.1. della Cronaca di Montecasino cap.9. stimò, che Arechi fusse il primo, che introdusse la formola Scriptum in Sacratissimo Sacro Palatio, e da’ privilegj di Gisulfo, che sono nella Cronaca di S. Sofia di Benevento, riportata da Ughellio nel tom.10. dell’Italia Sagra della seconda edizione col.451. lit.B.C. e col.457. 458. et c. apparisce, che Arechi non fu il primo; è certo però, che continuò appresso questo titolo di Sagro Palazzo, dicendo Falcon Beneventano nel-