Pagina:Memorie storiche della città e del territorio di Trento.djvu/152

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134 memorie storiche della città

Vescovi i sudditi trentini non possano prestare ajuto nè all’una nè all’altra parte, ma osservar debbano un’intera neutralità: e siccome non sarebbe stato possibile, che i Principi Vescovi privi in tal guisa dell’ajuto de’ proprj sudditi facessero la guerra ai Serenissimi Conti del Tirolo senza il soccorso d’estere potenze, in tal caso fu stabilito, che tutti i sudditi del Vescovato debbano essere fedeli al Serenissimo Conte, e ad esso ubbidire anche contro il proprio Principe, e contro quelle potenze che lo assistessero, restando per questo tempo e per questo caso sciolti dal giuramento di fedeltà, con cui erano tenuti al loro natural Principe.

Tali furono in sostanza le obbligazioni, che avevano contratte i due Vescovi Giorgio de Hach e Giovanni Hinderbach verso i Serenissimi Conti del Tirolo, e che vennero dalla Dieta dell’Impero colla sua sentenza dell’anno 1576 approvate, e riguardate come valide. Quanto alle altre precedenti del Vescovo Egnone e del Vescovo Enrico, i quali avevano con esse rinunziato la sovranità del Vescovato di Trento col trasferirla ne’ Conti del Tirolo, che il Cardinal Lodovico diceva essere nulle e di niun valore, e che il Serenissimo Arciduca pretendeva, che fossero valide, la Dieta dell’Impero non proferì su questa questione alcun giudizio, ma ne riservò la decisione fino a più ampia cognizione di causa nel petitorio ordinando però, che intanto il