Pagina:Memorie storiche di Arona e del suo castello.djvu/28

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14 memorie storiche di arona

de manibus Gisemundi de arce Arona1. Quest’espressione è per se stessa bastante a levare ogni controversia, ed a provare l’esistenza del forte; quindi se questo esisteva già nell’anno 979, è forza il dire, che non poteva essere fabbricato in quell’anno stesso, ma che esistesse molto tempo prima, dacchè la costruzione di un forte su di una rupe disastrosa, con triplice recinto di mura d’enorme grossezza, con torri, e magazzini, e sotterranei in ogni parte escavati nella stessa rupe, e con massiccie fabbriche interne, ha certamente portato un lavoro di molti anni. Ma data l’ipotesi che Arona ed il forte nell’epoca dell’anno 979 fossero stati di fresco costrutti, come può stare, che da tanti scrittori di quel tempo si sia omesso di far cenno dell’erezione della migliore fortezza del Verbano, e della fondazione di un nuovo paese, che potevano formare un’epoca non dispregevole della loro storia?

Se fede prestar dobbiamo ad un diploma dell’imperatore Ottone III, dell'anno 999 a 7 maggio, con cui nel donare alla chiesa di Vercelli le possessioni di Ardovino marchese d’Ivrea, figlio di Todone, dichiarato pubblico nemico per avere ucciso Pietro, vescovo di detta città, confermò a Leone, vescovo di quella chiesa, i beni già donati a Liutardo, suo predecessore, dall’imperatore Carlo il Grosso, che regnava nel secolo IX, fra i quali beni sono annoverati Castellum Sancti Angeli in lacu Majore, et abadiam de Arona confirmamus, sicut prœceptum Caroli testatur; sicuramente che Arona e la sua abbadia acquisterebbero più di un secolo di provata antichità. Gli accreditati

  1. Atti dell’antico archivio del monastero de’ Padri Benedettini di Arona riposti nell’archivio dell’Economato Generale in Torino, ed il Padre Zaccaria.