Pagina:Memorie storiche su la vita gli studj e le opere di Lionardo da Vinci.djvu/23

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12 MEMORIE STORICHE

voro avesse parte; e questi vi dipinse un Angiolo che teneva alcune vesti: » e benchè fosse giovanetto, dice Vasari, lo condusse di tal maniera che molto meglio delle figure d'Andrea stava l'Angiolo di Lionardo; il che fu cagione che Andrea mai più non volle toccar colori; sdegnatosi che un fanciullo ne sapesse più di lui «. De' suoi progressi nella pittura, e de' più rinomati lavori del suo pennello, avrò in appresso occasione di ragionare; ma prima d'ogni cosa mi convien dare un breve ragguaglio de' principali avvenimenti della sua vita.

IV. Pare che sino all'anno suo trentunesimo Lionardo vivesse in patria, o nella Toscana almeno, occupato bensì principalmente della pittura come provanlo e la rotella di fico, in cui pinse sì strano mostro composto di quanto trovar seppe di più schifoso e spaventevole fra i rettili e gl'insetti, che spaventò suo padre medesimo; e la testa di Medusa, e 'l Nettuno fatto per Antonio Segni, e 'l cartone d'Adamo ed Eva, di cui dice il Vasari essere stato disegnato con tanta diligenza e naturalità, che al mondo divino ingegno far non può la simile. Nel tempo stesso però impiegava quanto d'ozio restavagli nello studio variato sì, ma assiduo di tutto ciò che poteva ornargli lo spirito o giovargli. Egli certamente molto lavoro facea, poichè, non possedendo ricco censo paterno, sappiam da