Pagina:Memorie storiche su la vita gli studj e le opere di Lionardo da Vinci.djvu/79

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68 MEMORIE STORICHE

no, assicura ch'egli »fece col segreto suo rifiorire la pittura, toccando a punta di pennello que'soli luoghi ove i colori erano affatto scaduti«. Poichè verso il 1770 tornò quella a smontare e patire singolarmente in alcune parti, fuvvi un altro pittore che a ritoccarla s'offerì, e per poco non terminò di guastarla; giacchè al dire di Lanzi1, in tutta quella gran dipintura non vi sono più che tre teste, che dir si possano veramente di Lionardo. Essa tuttavia ben visibile serbossi finchè, alla partenza de'dominicani da quel luogo, (malgrado il divieto fatto, presente il mentovato Pino, dal Generale in capo, ora Presidente della Repubblica nostra, ed Imperatore de'Francesi Napoleone Bonaparte), destinato fu il refettorio, ad alloggiamento militare, anche di cavalleria; dal che sommo danno quella pittura risentì.

Io andai a rivedere il Cenacolo in questi ultimi giorni. Appena entrato nella sala che fu refettorio voltaimi a guardarlo da vicino, e quasi nulla più non vidi: m'allontanai, e meno matrattato mi ricomparve. M'avvidi allora che una muffa, o piuttosto efflorescenza nitrosa, sorgendo perpendicolare alla parete, a chi guarda di sotto in su tutta d'un bianco velo lo copre. Ma ahi, che al tempo istesso, rodendone la crosta, lo divora! tanto maggiormente che non es-

  1. Loc. cit. pag. 412.