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160 arco traiano

Tredicesimo quadro grande (dell’attico, a destra dell’osservatore) Tav. XXVI.

In questo quadro entrano in azione dieci figure, disposte in quattro piani. Nel primo, in maggior rilievo, nel solito posto, cioè verso il margine esterno e colle spalle rivolte alquanto alla cantonata, vedesi la maestosa figura di Traiano. Veste la tunica ed il paludamento fermato da fibbia sull’omero destro nella stessa guisa in cui è scolpito nel quadro dell’esaltazione (Tav. XXV) in quello della istituzione dei fanciulli alimentari (Tav. XXIV) e in quello del congiario (Tav. XX.). Soltanto che questa volta il paludamento gli ricade in più maestose e artistiche pieghe sul davanti e sul braccio sinistro, lasciandogli scoverto appena il destro. Rossi vede una fodera di pelli di fiere col vello apparente negli orli di questo paludamento. Il principe ha tutti e due gli antibracci rotti, laonde non si ravvisa più l’azione delle mani; ma si può congetturare che nella sinistra avesse retto il solito rotolo o le solite tavolette, ed avesse rivolta la destra verso la prossima figura genuflessa. Porta i coturni piuttosto alti. Si appoggia tutto sul destro piede, sollevando alquanto il sinistro ed inclinando il ginocchio da quella parte in una naturalissima movenza, che traduce con molta chiarezza l’azione drammatica. Il suo volto è molto espressivo ed improntato di quella serietà che gli danno gli storici; e, se non fosse per il vandalisfno che gli ha rotto il naso, sarebbe questa testa un gioiello preziosissimo; come è preziosa tutta la figura nell’insieme e in ogni minuto particolare. Composizione, disegno e plastica si sono uniti in bell’armonia a far di questo pezzo scultorio uno dei più belli del nostro monumento.

Dinanzi a lui, nello stesso piano, è scolpita una figura di donna genuflessa. Ha la solita veste senza maniche delle romane, col cingolo alla vita annodato sul seno, ed una sopravveste maestosa che in graziosi e artistici avvolgimenti le circonda il corpo nella maniera che meglio delle parole esprime al vivo il disegno. Ha scoverto il piè destro munito di sandalo. Una corona di alloro le circonda le chiome, sulle quali non porta alcuna fascia, come ritiene Rossi. Ha rotti ambedue gli antibracci, ma da ciò che avanza intendesi che ella distendeva le mani all’Imperadore.