Pagina:Meomartini - I monumenti e le opere d'arte della città di Benevento.djvu/420

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386 dei longobardi e del chiostro e chiesa di s. sofia

epoca dell’Abate Giovanni IV in tutto il lato che guarda mezzodì, e qualcuno anche negli altri lati; i quali ultimi sono imitazioni dei preesistenti.

Egli è evidente che i capitelli delle due prime categorie sieno stati presi da monumenti preesistenti, essendo di epoca anteriore alla dominazione longobarda. Di quelli della terza categoria non ve ne ha che un solo (Tav. LIII) osservato dal Cattaneo1; il quale lo attribuisce ad artisti greci dell’VIII secolo, operanti però in Italia. Egli dice: «Non volli omettere di visitare anche Benevento, che fu celebre capitale di un ducato longobardo; ma le mie ricerche non vi fruttarono che la conoscenza di un capitelletto oggidì impiegato nel pittoresco chiostro di S. Sofia. Tiene un po’ dell’elegante bizzarria di quei di Capua, nel tempo stesso che ricorda in certi motivi i suoi fratelli dell’Alta Italia». È il vero caso di dire in cauda venenum. Perchè appare che egli, dominato dal preconcetto di studiare un tipo, sia venuto qui provvisto della lanterna di Diogene per ricercare un elemento decorativo affatto simile ai suoi, studiati nel Veneto e nella Lombardia. Egli, che molto rimprovera ai più classici autori della storia dell’arte di essersi lasciati trascinare a falsi giudizii, pare vi sia caduto egli stesso, per il preconcetto di trovar da noi, quì nel mezzogiorno, gli identici elementi architettonici dell’Alta Italia. Sebbene ei non lo manifesti apertamente, pur tuttavia sembra argomentarsi dal suo dire che altra roba non abbia trovato in S. Sofia anteriore al mille, mentre che egli tratta dell’Architettura in Italia dal VI secolo al 1000 appunto. In altri termini per lui tutta l’arte del dominio longobardo in Benevento sarebbe rappresentata da quest’unico capitelletto. È vero che egli afferma di esaurire con questo la serie dei lavori greci del secolo VIII2, ma avrebbe pure potuto manifestare qualche giudizio su gli altri elementi che compongono il nostro chiostro, se non in quel posto, in altro della sua opera. Qualche capitello bestiario, ad esempio, e qualche abaco si appartengono indubitatamente al periodo longobardo anteriore al mille.


  1. Op. cit. pag. 138.
  2. Luogo ultimo citato.