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474 del castello medioevale

Falcone Beneventano, più volte nel duodecimo secolo furono costretti fuggirsene, e ricoverarsi nel Monastero di S. Sofia1.

Cresciute ancora più le ribellioni contro i Rettori sotto Papa Giovanni XXII, questi, per dare loro più sicuro alloggio, con lettere spedite da Avignone nell’Ottobre del 1321 al Rettore di Benevento Guglielmo de Balaeto, ordinò la costruzione del Castello, contiguo al Monastero di S. Maria di Porta Somma delle Monache Benedettine, facendo trasferire queste nell’altro Monastero di S. Pietro2.

Come vedemmo3, della Chiesa di S. Maria di Porta Somma trovasi menzione nel Diploma delle concessioni di Arechi al Monastero di S. Sofia, dicendosi ivi: «Seu et ecclesiam Sancte Marie, que sita est intra duas vias foras ante portam Summam, cum propria terra sua, que dicitur Dominica, per hos fines de capite usque ad ipsam Ecclesiam habet passus sedicim, de uno latere via, et de alio latere usque alia via in integrum monasterio Sancte Sofie concessimus possidendum4». Appare da questo documento che non sia esistito a quell’epoca il Monastero delle Benedettine contiguo alla Chiesa, perchè altrimenti se ne sarebbe fatta menzione. E appare pure che al tempo di Arechi dove ora sta il Castello sia stata la terra propria della Chiesa stessa, e quindi non vi sia esistito alcun fortilizio. Il Monastero dovette esser costruito in epoca posteriore; certo esisteva però al 1121, perchè ai 4 di Aprile di quell’anno dall’Arcivescovo Roffrido, con l’intervento degli Abati di S. Sofia e di S. Modesto5, vi fu consacrata Abbatessa Betelem, figlia di Gerardo conte di Greci, eletta dalle Monache in surrogazione della defunta Lavinia6.

La ubicazione della Chiesa appare meglio determinata dalla

  1. Vedi pure Borgia, op. cit. parte II. pag. 193 e seg.
  2.  id. id. parte II. pag. 188 a 193. Vedi ivi i documenti.
  3. Pag. 290 di quest’opera.
  4. Borgia, op. cit. tom. I. pag. 304.
  5. Questi Abati erano: il primo Giovanni il Grammatico, di cui ho già fatto ricordo, parlando di S. Sofìa, e il secondo Rachisio (Vedi Manos. cit. Benevento Sacro di Giov. de Nicastro, pag. 346 e seg.).
  6. Manoscritto citato sulle Chiese Parrocchiali di Benevento.