Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. I, 1912 – BEIC 1883676.djvu/67

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atto terzo 61

LICENZA

Nettuno.


Se alla discordia antica
ritornar gli elementi, astri benigni
del ciel d’Iberia, in questo dí vedete,
non vi rechi stupor. Di merto eguali,
bella gara d’onor ci fa rivali.
Se l’emulo Vulcano
qui degl’incendi suoi
fa spettacolo a voi, per qual cagione
dovrá sí nobil peso
a me, nume dell’acque, esser conteso?
Perché ceder dovrei? S’ei tuona in campo
talor da’ cavi bronzi,
dell’ira vostra esecutor fedele;
della vostra giustizia
fedele ognora esecutore anch’io,
porto a’ mondi remoti
le vostre leggi, e ne riporto i voti.
Onde a ragion pretesi
parte alla gloria; onde a ragion costrinsi
nell’illustre contesa
a fremer le procelle in mia difesa.
               Tacete, o mie procelle,
          di questo soglio al piè,
          or che il rivale a me
          cedé la palma.
               E dell’ibere stelle
          al fausto balenar,
          tutti i regni del mar
          tornino in calma.