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XIX - ANTIGONO

mirar da presso i tuoi vessilli ; e sono sgombre le vie di Macedonia al trono.

Alessandro. Oh, quanto a me piu caro

il trionfo saria, se non scemasse

della sorte il favore

tanta parte di merto al mio sudore!

Ma d’Antigono avesti contezza ancor?

Clearco. No: estinto

per ventura ei restò.

Alessandro. Dunque m’invola

la fortuna rubella la conquista maggior.

Clearco. Non la più bella:

Berenice è tua preda.

Alessandro. È ver?

Clearco. Sorpresa

fu da me nella fuga. I tuoi guerrieri or la guidano a te: di pochi istanti io prevenni i suoi passi.

Alessandro. Ah! tutti or sono

paghi i miei voti: a lei corriam.

Clearco. T’arresta

odo strepito d’armi.

SCENA VII

Ismene affannata, indi Antigono difendendosi da’ soldati d’Epiro, e detti.

Ismene. Il padre mio

deh! serbami, Alessandro.

Alessandro. Ov’è?

Antigono, (difendendosi) Superbi,

ancora io non son vinto.