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XIX - ANTIGONO

SCENA Vili

Reggia.

Antigono con numeroso séguito; poi Alessandro disarmato fra’ soldati macedoni ; indi Berenice.

Antigono. Ma Demetrio dov’è? perché s’invola agli amplessi paterni? Olà! correte: il caro mio liberator si cerchi, si guidi a me. (partono alcuni macedoni)

Alessandro. Fra tue catene alfine,

Antigono, mi vedi.

Antigono. E ne son lieto,

per poterle disciórre. Ad Alessandro rendasi il ferro, (gli vieti resa la spada)

Alessandro. E in quante guise e quante

trionfate di me ! Per tante offese tu libertà mi rendi ; a mille acciari espone il sen l’abbandonata Ismene, per salvare un infido.

Antigono. Quando?

Alessandro. Son pochi istanti. Io non vivrei,

s’ella non era. Ah! se non sdegna un core, che tanto l’oltraggiò...

Berenice. Salva, se puoi...

signor... salva il tuo figlio.

Antigono. Aimè! che avvenne?

Berenice. Perché viver non sa che a te rivale, corre a morir. M’ama; l’adoro: ormai tradimento è il tacerlo.

Antigono. Ah ! si procuri

la tragedia impedir. Volate...