Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/247

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ATTO PRIMO

Danao.

Ipermestra.

Danao.

Ipermestra.

Danao.

Ifermestra.

Danao.

Ipermestra.

Danao.

Ipermestra.

Danao.

Ipermestra.

Danao.

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il don, ch’oggi mi fai, molto maggiore rende quel della vita. Oggi conosco tutto il prezzo di questa: oggi...

Da noi

s’allontani ciascun, (al sèguito, che si ritira)

Perché? M’ascolti

tutto il mondo, signor. Non arrossisco di que’ dolci trasporti,

che il padre approva; e a cosi pure faci... Voglio teco esser solo. Odimi e taci.

M’è legge il cenno.

Assicurar tu dèi il trono, i giorni miei, la mia tranquillità. Posso di tanto fidarmi a te?

M’offende il dubbio.

costanza e fedeltà?

Avrai

Quanta ne deve ad un padre una figlia.

(le dà un pugnale) Or questo acciaro

prendi; cauta il nascondi; e, quando oppresso già fra ’l notturno orrore fia dal sonno Linceo, passagli il core.

Santi numi! e perché?

Minaccia il Fato

il mio scettro, i miei di per man d’un figlio dell’empio Egitto. Ancor mi suona in mente l’oracolo funesto,

che poc’anzi ascoltai: né v’è chi possa, più di Linceo, farmi temer.

Ma pensa...

Molto, tutto pensai. Qualunque via men facile è di questa,

ed ha rischio maggior. L’aman le squadre, Argo l’adora.

Mktastasio, Opere - iv.

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