Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/327

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ATTO TERZO

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perché il re non si vede? dov’è Tamiri?

Tamiri. È d’Alessandro al piede.

Alessandro. Sei tu la principessa?

Son io.

Signor, non dubitarne: è dessa. Perdonare a’ nemici sanno gli eroi; ma sollevarli al trono sanno sol gli Alessandri. Io dirti i moti, signor, non so, che per te sento in petto. Vincitor ti rispetto, eroe t’onoro, t’amo benefattor, nume t’adoro.

Alessandro. È gran premio dell’opra render superbo un trono di si amabil regina.

Tamiri. Ancor noi sono.

Alessandro. Ma sol manca un istante.

Tamiri. Odi. Agenore, amante,

la mia grandezza all'amor suo prepone.

Se alla grandezza mia posporre io debba

un’anima si fida,

esamini Alessandro e ne decida.

Quel, che nel caso mio Alessandro faria, far voglio anch’io.

Alessandro. E tu sapesti, amando... (ad Agenore)

Agenore. Odila; e vedi

se usurpar déssi al trono un’anima si bella.

Alessandro, (a Tamiri) E tu si grata

dunque ti senti a lui...

Tamiri L’ascolta; e dimmi

se merita un castigo tanta virtù.

Agenore. Ma, principessa, or ora

lieta pur mi paresti del nuziale invito.

Tamiri.

Agenore.

Tamiri.

Mktastàsio, Opere - iv.

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