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ATTO TERZO

325

SCENA ULTIMA

Aminta in abito pastorale, seguito da pastorelli, che portano sopra due bacili le vesti reali, e detti.

Aminta. Signor, io sono A minta e son pastore.

Alessandro. Come!

Aminta. Le regie spoglie

ecco al tuo piè. (si depongono i bacili a’ piedi di Ales¬ sandro)

Con le mie lane intorno, alla mia greggia, alla mia pace io torno.

Alessandro. E Tamiri non è...

Aminta. Tamiri è degna

del cor d’un re; ma non è degna Elisa

ch’io le manchi di fé. Fastor mi scelse;

re non deggio lasciarla. Elisa e trono

giacché non vanno insieme, abbiasi il regno

chi ha di regnar talento :

purché Elisa mi resti, io son contento;

ché un fido pastorello,

signor, sia con tua pace,

più che un re senza fede, esser mi piace.

Agenore. Che ascolto!

Alessandro. Ove son io!

Elisa. Agenore, io tei dissi: Aminta è mio.

Alessandro. Oh dèi! Quando felici tutti io render pretendo, miseri, ad onta mia, tutti io vi rendo!

Ah! non sia ver. Si generosi amanti non divida Alessandro. Eccoti, Aminta, la bella Elisa. Ecco, Tamiri, il tuo Agenore fedel.

(ad Aminta ed Elisa) Voi di Sidone or sarete i regnanti ;

(ad Agenore e Tamiri) e voi soggetti