Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/62

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


?6

XVI - TEMISTOCLE

Serse.

Rossane.

Serse.

Sebaste.

Serse.

Sebaste.

un disegno si rio

leggi, previeni, e ti conserva. Addio.

(gli dà il foglio, e vuol partire)

Sentimi, principessa:

lascia che almen del generoso dono...

Basta cosi: già vendicata io sono.

È dolce vendetta d’un’anima offesa il farsi difesa di chi l’oltraggiò.

È gioia perfetta, che il cor mi ristora di quanti finora tormenti provò, (parte)

SCENA VII Serse, poi Sebaste.

Viene il foglio a Sebaste ;

Oronte lo vergò: leggasi... Oh stelle, che nera infedeltà! Sebaste è dunque de’tumulti d’Egitto

l’autore ignoto! Ed al mio fianco intanto, si gran zelo fingendo... Eccolo. E come osa il fellon venirmi innanzi!

Io vengo

della mia fé, de’ miei sudori, o Serse, un premio alfine ad implorar.

Son grandi,

Sebaste, i merti tuoi, e puoi tutto sperar. Parla: che vuoi?

Va l’impresa d’Atene

Temistocle a compir; l’altra d’Egitto

finor duce non ha. Di quelle schiere,