Pagina:Milani - Risposta a Cattaneo, 1841.djvu/149

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vii

La Commissione di Milano ha nominato per sua parte, onde assisterla in qualità d’ingegnere, e per concorrere onde fissare la linea e compilare e dirigere il progetto, il signor Brioschi, e la Commissione di Venezia ha nominato per sua parte, e per lo stesso incarico, lei, signore.

La scelta della Commissione veneta fu partecipata alla Commissione lombarda, e da questa approvata ed aggradita con la nota 8 corrente, n.° 76.

Il tenore delle lettere, che ella si compiacque dirigere alla scrivente, accordavano lusinga della sua adesione, e questo è ciò che ha determinato la comunicazione della sua nomina formalmente praticata alla Commissione lombarda.

Premessi questi schiarimenti, la Commissione, conoscendo il patriotismo che la distingue, si tiene certa che ella, signore, non vorrà rifiutare al suo paese il soccorso della sua opera in un affare di tanta importanza.

La Commissione dichiara di rimettersi pienamente a quanto sarà per combinare il chiarissimo signor Paleocapa per tutto ciò che riguarda soggetto d’interesse e convenienza, ove ella, signore, si compiaccia assumere l’incarico che le viene offerto, e in questo caso la prego ad aver riguardo a quanto le fu espresso nella nota 3 corrente, n.° 448, rinnovandole le più vive istanze onde abbia a sollecitare possibilmente il suo rimpatrio a Venezia, onde incamminare i lavori.

In attesa di cortese riscontro, mi protesto con perfetta stima e considerazione.

Il presidente

Firmato REALI.

Il segretario

Sott. Breganze





Allegato H.


Berlino, 26 marzo 1837.


Alla Commissione fondatrice veneta per la erezione di una strada ferrata da Venezia a Milano.

L’ingegnere Giovanni Milani.

Coi fogli 19 aprile 1836, che cotesta Commissione si compiacque indirizzarmi a Lubecca ed a S. Pietroburgo, la Commissione mi offerse la compilazione e la direzione del progetto dell’intiera strada a guide di ferro da Venezia a Milano, e non di una parte; e mi offerse ciò dichiarandosi regolarmente costituita, e come occupata delle utilità che quel grandioso lavoro doveva fruttare alle provincie lombardo-venete.

La sola lettura dei due fogli sopraccitati prova tanto tutto questo, che aggiungervi una parola per dimostrarlo sarebbe far oltraggio alla evidenza; e nessuna delle mie lettere poi può aver fatto credere alla Commissione che io fossi per accettare un incarico diviso per territorii e ristretto, quanto a me, al solo territorio veneto.

Ho dunque accettato il tutto e non una parte, e parevami anche che quella offerta e quella accettazione del tutto rispettar si dovessero.