Pagina:Miranda (Fogazzaro).djvu/132

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128 miranda

XXII.


Stanotte m’hanno desta le campane
Che al tempo andato né vegliando udivo.
Nel destarmi gridai: «chi batte?» e stetti
Senz’alitar. Nessuno. Udivo il rombo
Lontan delle campane. Chi batteva
Era il mio cor; batteva forte forte.
Mi passò un lampo nella mente; è desso,
L’amico mio che torna, il mal di core.
Un’orma lieve dietro l’uscio intesi;
Mia madre certo; il grido avrà sentito.
Presto s’allontanò. Tra me pensai:
Adesso ella dirà: «sognava e dorme».
Tanto amara pietà di lei mi vinse,
Che non per me, ma sol per essa ho pianto.
Poi mi riprese il sonno; alla mattina
Tranquilla mi destai.
Mi son guardata
Nello specchio; v’ha in fondo agli occhi miei