Pagina:Mirtilla.djvu/43

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A T T O

Così consumo la mia stanca vita,
Così tutta diventa al foco fiamma,
Tutta vento a i sospir, tutt’acqua al pianto;
Così lagrime amare,
Verseran sempre gli occhi,
Sospir la bocca, e foco, e fiamma il core.
Deh, dolce Uranio mio, vieni à colei,
Che sì t’apprezza, & ama; vieni homai
A colei, che t’adora, à cui dispiace,
Fuor, che i begli occhi tuoi, quant’ella vede:
Qual prova ingrato di mia salda fede;
Più di tentar, più di veder ti resta?
Deh perche a i preghi miei,
Sì dispietato sei?
Ard.Ohime, qual mesto suono
Conturba il mio soave, almo riposo?
Mirtilla, sei tu quella, che trahendo
Dal profondo del cor dogliosi accenti,
E focosi sospiri si lamenta?
Mir.Quella son’io, che di mestitia avanzo,
L’alme dolenti, che han perduto il giorno.
Ard.Questo forse t’avvien per troppo amare?
Mir.Ahi lassa, ben è vero,
Che d’ogni mio tormento,
N’è sol cagione Amore.
Ard. O di Venere iniquo, & empio figlio,
Che di perpetua doglia
Empi le menti, e i petti di coloro,
Ch’à le promesse tue d’effetto vote,


Fol-