Pagina:Misteri di polizia - Niceforo, 1890.djvu/69

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sarà meglio di me in grado di giudicarne il contenuto. Il giorno dell’adunanza, stanco dell’ora tarda pomeridiana e delle precedenti letture, in parte fui vinto dal sonno ed in parte mi rammento essermi rivolto a diverse persone dandone segno di poca soddisfazione per la lunghezza e le digressioni dell’elogio senza che mi accorgessi o ad alcuno facesse, come non la fece a me, quella tale impressione tendente a stabilire una reità nell’autore, come lo vidi indicato nell’esageratissimo rapporto al Bargello dalle declamazioni dei malevoli. Mi rammento che al termine della lettura mi trattenni, senza farne parola al Guerrazzi, col seggio dell’Accademia, osservando con ischerzo che la riunione terminava in modo analogo ai giorni che correvano, chiudendosi l’elogio con quadri sì tristi.

„Dopo queste premesse, passo al duplice oggetto della presente.

„Il primo riguarda il processo clamorosissimamente fatto dal commissario Manetti. È un processo che la S. V. I. deve rigettare. Gli esami sono stati circoscritti a un numero scarsissimo di persone, nessuna delle quali di qualche considerazione, e alle quali fu anche minacciata la carcere con modo inusitato e con maniere arroganti.

„Si procede per un fatto avvenuto ad una pubblica seduta accademica e non si sentono i capi della stessa Accademia...

„Ma siami permesso di passare al secondo; e qui farò a me stesso implorando la divina provvidenza, forza e rispetto al sovrano che adoro e al governo cui ho l’onore di servire in un posto al quale mai aspirai, farò ogni sforzo, diceva, di contenere l’indignazione che m’invade.

„È una voce generale che il commissario Manetti, che secondo i vigenti regolamenti sarebbe un mio semplice dipendente, si è fatto lecito d’immischiare con vivissime domande la mia persona negli esami pel Guerrazzi di maniera che, con irritazione di molti, n’è derivata una gran confusione d’idee se il processo si facesse al Guerrazzi o al governatore.„