Pagina:Monete dei romani pontefici avanti il mille.djvu/113

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
104

imitazione de’ denari che Carlo Magno faceva lavorare nelle sue zecche d’oltremonti, senza che nulla di comune vi appaia colle monete che sin a questa epoca si erano in Italia battute.

Che questo denaro da Leone e non da altri sia stato fatto coniare, m’inducono a crederlo 1° Perchè Carlo nessun atto di sovranità fece mai nell'esarcato già, dal suo padre donato alla Chiesa romana. 2 Perchè dal 774 alla sua incoronazione in imperatore nessun altro arcivescovo fu in Ravenna di tal nome. 3° Perchè nessun altro dallo stabilimento de’ Franchi in Italia sino all’800 tentò di ribellarsi ai papi nell’esarcato che questi.

Dopo quest’epoca non trovansi più monete battute in tale città sino a quando gli arcivescovi ebbero nel 1160 ottenuto tal privilegio da Federico I imperatore che, abusando della debolezza de’ papi, sopra molte città del loro stato la faceva da sovrano assoluto.