Pagina:Monete dei romani pontefici avanti il mille.djvu/70

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globetti attorno, e dall’altra Cross-Pattee-Heraldry.svg SCS PETRVS ed in mezzo pure in monogramma LO PA per Leo Papa, colla sola varietà della forma delle lettere e loro disposizione nel campo.

La loro bontà pare simile a quella dei precedenti denari, ma vario ne è il peso, essendo quello del primo grani 29, e del secondo grani 31, che perciò possono credersi ancora lavorati secondo l’antica legge, ma quello del terzo, del quale nel medagliere del re in Torino conservansi due esemplari, varia in meno da essi pesando l’uno grani 22 e l’altro 23, diminuzione che per la prima volta incontriamo, ma che disgraziatamente troveremo nel seguito nella maggior parte delle monete di questi papi.

Il Muratori1 pubblicò come esistente nel museo muselliano di Verona un denaro avente per leggenda da una parte Cross-Pattee-Heraldry.svg SCS PETRVS e dall’altra Cross-Pattee-Heraldry.svg SCS PAVLVS, ed in tutti e due i campi in monogramma LO PA precisamente come negli antecedenti. Io tralascio di riportarlo credendolo mal letto od inventato, nessuna ragione trovando perchè questo pontefice abbia ommesso il nome di Lottario col quale visse sempre in ottima relazione, e della cui protezione abbisognava per la difesa del proprio stato, il che senza utile alcuno gli avrebbe certamente causato gravi disgusti per parte di sì sospettoso imperatore; inoltre non avendosi esempio del duplicare il nome de’ papi sulle monete. Osserveremo poi che non devesi con troppa facilità in fatto di monete rare credere a quest’autore, essendosi esso mostrato facile ad inserirne di quelle, delle quali aveva avuto da corrispondenti ignoranti i disegni, e che poi vennero riconosciute apocrife od alterate, come tra le altre la moneta che dà per essere di Torino, e che invece è Tigurensis ossia di Zurigo del secolo xv forse del principio del xvi, oltre la serie di Savoia, che copiò senza alcuna critica dal Guichenon.

BENEDETTO III

855-858.


Sulla metà di settembre dell’855 fu eletto papa Benedetto cardinale di S. Chiesa, ed affine di ottener l’assenso pella sua consecrazione furono

  1. Antiquitates Italicae medii aevi. T. II, Dissertatio XXVII, N° XXXVIII.