Pagina:Muehlon - Dal diario d'un tedesco, Milano, 1918.djvu/15

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Ho appena tempo di dire, che è molto brutto il nostro modo di trattare l’Europa, di trattare i piccoli Stati, quando ricevo l’annuncio telefonico che l’Inghilterra da un’ora ci ha dichiarato la guerra. Subito dopo giungono a casa i dispacci Wolff, le dichiarazioni di Grey alla Camera dei Comuni, che annunciano già la guerra colla Germania in causa del Belgio, il rifiuto del Belgio di permettere ai tedeschi il passaggio in Francia.

Raccolgo i miei pensieri, e trovo che la nostra irruzione in Belgio significa per noi un terribile danno morale, che noi abbiamo agito senza scrupoli peggio di un Bismarck, e che neppure una guerra vittoriosa ci renderà la fiducia dell’Europa e del resto del mondo.

Era per me evidente che solo motivi strategici avevano consigliato l’entrata nel Belgio. Ammessa la giustezza e l’urgenza di tali motivi, il contegno verso il Belgio era così brutale, così violento, cosi contrario ad ogni consuetudine e dovere politico, così poco diplomaticamente preparato, che il Belgio non avrebbe potuto aderire senza rendersi spregevole per sempre. Non si poteva pertanto sperare la tolleranza del Belgio. Ma allora si doveva prevedere lo schiacciamento del Belgio, la devastazione delle sue città, la distruzione del suo mercato e, più ancora, l’oppressione dell’intero popolo, che si sarebbe difeso colla massima ostilità contro gli invasori. Ciò esigeva a sua volta un tempo ed un impiego di forze, poco minori di quelli che sarebbero stati necessari per le più aspre battaglie al confine franco-tedesco, a parte poi, che il campo di battaglia divenne molto più ampio e complicato.

Io andai oggi a cercare tutti coloro, in cui presupponevo occhio aperto e intelligenza retta in rapporto alla violenza contro il Belgio, e non nascosi il mio orrore. Purtroppo non trovai assenso da nessuna parte. L’uno diceva: Se non fossimo entrati nel Belgio, l’avrebbero fatto i francesi. Io risposi che nonio credevo; perchè mai i francesi si sarebbero lasciati trascinare in una simile avventura, che avrebbe anche prodotto una dispersione delle già inferiori loro forze? In ogni modo noi avremmo potuto aspettare senza pericolo che i francesi facessero per primi questo passo; gli esploratori ci avrebbero avvisato a tempo del primo loro movimento. Le voci che corrono, che i francesi siano già in Belgio, non sono degne di fede. Basta del resto riflettere un poco, per