Pagina:Muehlon - Dal diario d'un tedesco, Milano, 1918.djvu/34

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spirituale fra gli altri popoli abbastanza forte per distruggere l’egoismo tedesco. Invece non si può scrivere in modo più leggero e superficiale di quanto abbia fatto in questi giorni in un giornale uno dei nostri professori di diritto pubblico, già educatore ed amico stimato dell’imperatore. Chi ha letto questo articolo comprende ciò che intenda dire l’ambasciatore francese.

Qualcuno mi susurrò come un gran segreto, che le principali convenzioni internazionali di guerra non sono valide, perchè il Montenegro, che non le ha sottoscritte, prende parte alla guerra, essendovi un patto che in simile caso tutte le convenzioni tra gli altri belligeranti cessano di sussistere. Se ciò fosse, ne nascerebbero conseguenze incalcolabili. E’ cosa caratteristica. Noi siamo tali uomini di regolamento e moralisti estrinseci, che crediamo che ogni nazione, appena sappia che i patti non sono validi^ si dia a commettere sfrenatamente ogni delitto possibile, appunto perchè non c’è la proibizione. Il proprio onore, la propria intelligenza, la dignità umana ci sembra non» contino nulla.

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Resipiscenza?

In questi giorni uno dei tedeschi più rappresentativi mi confessa, che noi abbiamo voluto la guerra, che ci sarebbe stato facile evitarla, che Vienna e Pietroburgo erano già d’accordo; ma che abbiamo sbagliato i conti, non avendo potuto abbattere la Francia entro due mesi. Tanta saggezza mi fece venire alla bocca la domanda: Sì, certamente, questa è anche la mia convinzione, ma da quando pensa Ella così? Al che egli rispose sorridendo con indescrivibile amabilità : Queste cose non si dicono prima che venga il momento opportuno, ed in ogni caso mai al pubblico!