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38 Il Cristianesimo Felice

arrivo gli abitatori del Messico, del Perù, e di varie Isole Americane: il che forse è da attribuire a qualche civiltà già introdotta fra quelle genti, e all’aver essi Re e Corte, di cui non han vestigio i Popoli del Paraguai. Comunque sia, torno a dire, che non convien misurare tutti que’ Popoli col medesimo palmo, perché secondo che alligna il buono o reo costume in una Popolazione, questo passa per Eredità ne’ figli, superando l’indole de particolari. E perciocchè genti di tanta selvatichezza ed ignoranza, come sono i suddetti, niun freno sentono dì Leggi divine od umane: perciò non è da stupire, se assaissimi fra essi riescono inumani; se ordinariamente i giovani privi affatto d’educazione si abbandonano alla dissolutezza e all’impudicizia; se avvezzi alla caccia e pesca, fatiche che in parte servono di divertimento, non amano molto la cura di coltivar le campagne; e se universale si truovi in essi il vizio della ubbriachezza mercè di quel caro liquore della Ciccia, per cui, e molto più se arrivano a godere il regalo di qualche fiasco di vino, sogliono perdere il senno. Le loro allegrie, i loro banchetti e balli, a’ quali spezialmente si danno ne’ tempi delle pioggie, e qualora arrivano forestieri amici, sogliono durar due o tre giorni colle notti intere, consistendo il maggiore sforzo nel tracannare quella lor bevanda, per gli cui fumi oscurandosi il giudizio, van bene spesso a terminar le loro feste in risse, in ferite, ed ammazzamenti. A riserva de’ Caciqui, i quali possono tenere nello stesso tempo due o tre Mogli, non è permesso agli altri di averne che una; ma se questa vien loro a tedio, la cacciano di casa, e ne prendono un’altra. Niun Padre suol marita-