Pagina:Naufraghi in porto.djvu/215

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— Donnina, — le disse, — fatelo dunque confessare, perchè ha la polmonite.

Sull’imbrunire Giacobbe si confessò. Poi fece chiamare la sorella e disse:

— Anna-Rò, anche prete Elias verrà con te, dal giudice. Andrete in carrozza perchè fa freddo.

Infatti fuori nevicava: un barlume biancastro, di una infinita melanconia, penetrava ancora nella grande camera misteriosa il cui soffitto sembrava un cielo grave di nuvole.

Prete Elias guardò zia Anua-Rosa alla quale egli voleva un gran bene perchè rassomigliava alquanto a sua madre: ella s’era fatta ancora più piccina, tutta nera nella penombra triste del crepuscolo nevoso, e piegava la faccia, vergognosa del delitto del suo «fratellino». Prete Elias indovinava tutto il dramma di quella povera anima, e fra di sè pregava per lei.

XIV.


Era di maggio. La grande vallata dell’Isalle, di solito così severa, coperta di altissime erbe, di macchie fiorite, di campi d’orzo che ondulavano alla brezza, sorrideva alla primavera, come un vecchio selvaggio, ubriaco di vino e di sole, copertosi per scherzo di fronde e di ghirlande.

Fischi acuti e liquidi di usignuoli gorgheg-

Deledda. Naufraghi in porto. 14