Pagina:Naufraghi in porto.djvu/62

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— Aspettate almeno che arrivi la sentenza d’appello, e poi divorate Costantino come si divora l’agnello immacolato; divoratelo pure, ma Giovanna sposerà una botte di acquavite e voi, finchè vivrà Martina Dejas, morrete di fame peggio di prima...

— Ah, cocuzzolo pelato... — cominciò a gridare zia Bachisia; ma il servo si allontanò rapidamente, ed ella dovette contentarsi di borbottargli dietro un mondo di vituperi.

Nonchè ella pensasse al modo di far divorziare la figlia, Dio ne liberi, mentre il povero Costantino era ancora sotto appello, chiuso in una fornace ardente, divorato da immondi insetti, no... ma perchè quel vile servo parlava così? che importava a lui del padrone? Piuttosto, forse Giovanna piaceva a quel vecchio corvo pelato... e con questi maliziosi pensieri ella rientrò a casa.

Voleva raccontare ogni cosa a Giovanna, ma per la prima volta, dopo quindici giorni, la vide a lavarsi e pettinarsi i lunghi capelli scarmigliati, che le cadevano in gran quantità, e non osò dirle niente.


VI.


E il tempo passò: venne l’autunno e venne l’inverno. Il ricorso di Costantino, come accade sempre, fu respinto; ed egli una notte, fu legato ad una catena che lo univa ad un uomo a lui