Pagina:Naunia descritta viaggiatore.djvu/23

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e che adesso mettesi a coltura; volgendo intorno lo sguardo dalla sua sommità, converrà meco che la Naunia ha le sue vedette fatte dalla natura. Sostenuta la fatica dello scendere e del salire nella valle Tresenega, non è da passare Tueno senza trasferirsi a vedere il romitorio di Santa Emerenziana e la valle di Tovel, al capo della quale evvi un lago dello stesso nome, da cui si estraggono pure saporitissimi salmerini. Udirà dagli abitanti di Tueno cosa strana, ma verissima, cioè che d’inverno questo lago serve di unica via per condurre su carri il molto legname di cui essi fanno commercio, ma che non si arrischiano a tale passaggio se non dopo essersi accertati che la volpe, scandagliata coll’orecchio l’altezza del ghiaccio, vi è di già transitata, e porge con ciò guarentigia di un sicuro tragitto anche coi carri. Nelle altre stagioni odesi talvolta in tutta la Naunia un fragore, un muggito simigliante al tuono od al rimbombo