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Pagina:Neera - Addio, Firenze, Paggi, 1897.djvu/89

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addio! 75


appariva, ad onta di tutto, in quella camera mortuaria!

Ma insieme uno sconforto, un cruccio profondo, una vergogna di me e di lui.

Alcuni momenti tentavo illudermi; dicevo: non è vero, ho sognato.

Ho sognato!! — piacesse a Dio! Oh! per questa gioia farei voto di restare sempre in ginocchio davanti a quella tomba che le mie preghiere oltraggiano e dalle quali sorge minaccioso, implacabile il rimorso.

· · · · · · · · · · · · · · ·

Il venerando vecchio volle baciarmi sulla fronte, e tra i rantoli dell’agonia mormorava:

— Muoio tranquillo nelle tue braccia, o figlia mia, mia diletta Valeria. Io non lascio interamente la terra poichè un sì dolce anello mi congiunge alle generazioni future...

Lagrime disperate erano la mia risposta. Nascondevo il capo fra le sue mani tremanti e le sentivo irrigidire sulla mia fronte.

Il colonnello, trattenuto da affari importantissimi del suo reggimento, non aveva potuto accompagnarmi.