Pagina:Neera - Anima sola.djvu/35

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anima sola. 27

l’inedia in cui lasciavano languire la mia anima e una tenerezza indicibile cui prese per la povera fanciulla che fui.

In voi l'ora doveva ridestare immagini ben altrimenti opposte: forse il paterno castello, rallegrato dalle fiammate che i pini scoppiettanti facevano salire sotto la cappa arabescata del regno degli Stuart; e il fantastico parco intravveduto dietro i cristalli policromi; e la madre, la dolce madre vostra che vi accarezzava.

— Bisogna andare a vedere la cupola di San Pietro indorata dal riflesso degli ultimi raggi — diceste.

Mi alzai come cosa naturalissima, come fosse già inteso che si dovesse partire insieme, come se vi avessi conosciuto sempre. Nell’istante di muovermi, vidi che il vostro piede aveva cancellato il nome da me scritto sulla sabbia