Pagina:Neera - Conchiglie, Roma, Voghera, 1905.djvu/202

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202 l'educazione


che per guarire dall'anemia le avevano consigliato la ginnastica militare.

Che è, che non è, Rosina mi appare dinanzi un bel giorno con tanto di gota enfiata.

— È un dente — disse lei. Se è un dente — dico io — bisogna farlo curare. Sì, no, oggi, domani, finalmente la decisione è presa. Arriccia i capelli, annoda un foulard celeste intorno alla gota enfiata, si dà una spruzzatina di cipria generale e via. Aspetta, aspetta, aspetta, erano le due quando era partita, alle cinque non era ancora ritornata. Diamine, che se li sia fatti curare tutti e trentadue! — Alle sei e un quarta rientra, vispa, rosea, con gli occhi lucenti e con un garofano in petto.