Pagina:Neera - Conchiglie, Roma, Voghera, 1905.djvu/38

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38 un giorno di nozze


e la mia riconoscenza sarà eterna.

— Egli è che...

Le dita pallide, dalla fronte erano scese sul panciotto ed erravano tremebonde intorno al taschino, poi fuggirono presso un ripostiglio più interno e sostarono indecise palpando la fodera. Con uno sforzo che gli alterava la voce dandogli un suono di trombetta scordata, il signor Cesarino si fece a sua volta un gran coraggio sporgendo la mano che era riuscita ad afferrare gli ultimi spiccioli della mesata e balbettando:

— Vorrei fare di più ma i tempi sono cambiati... sai...

— Oh! signor Cesare che dice! — esclamò Battista colpito da una luce improvvisa,