Pagina:Neera - Duello d'anime, Milano, Treves, 1911.djvu/146

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Minna fece un atto di sorpresa non scevro di sgomento. Filippo spiegò meglio.

— La stagione che si apre con tanto sorriso di cielo dopo un inverno rigidissimo offre un ottimo pretesto. Andrai in campagna per vedere di rimetterti un poco, di combattere l’anemia. Non c’è nessuno che verrà a chiederti le ragioni, ma è sempre bene averne in serbo. Sceglieremo un posto vicino dove potrò venire a trovarti. Quando tutto sarà finito ritornerai qui. Ti va?

Due o tre domande bruciavano le labbra di Minna, tuttavia si astenne dal pronunciarle nel timore continuo di apparirgli meschina e dappoco. Non che ella stessa si sentisse dappoco nelle intime aspirazioni dell’animo, ma riconosceva di essere povera nei mezzi di manifestarle. Dominata dalla superiorità di Cònsolo le sembrava che l’unica strada per raggiungerlo nelle alte sfere dell’ideale fosse quello di bruciare in silenzio il suo immenso amore col gesto di adorazione ardente e devota che fa salire in nuvole odoranti dai sacri turiboli gli aromi della mirra e dell’incenso.

Scorsa poco più che una settimana da