Pagina:Neera - Il romanzo della fortuna.djvu/326

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Giovanni ride sotto i baffi.

Ella si sporge al parapetto guardando i pioppi che le appaiono ritti e solenni a guisa di angeli posti a custodia della casa. Esprime questo suo pensiero a Giovanni soggiungendo:

— Custodi del passato.

— E dell’avvenire se vuoi — ripete Giovanni dando un buffetto col pollice e l’indice a un ragno che investiva la glicine.

— Sarebbe a dire? Non capisco.

Ma intanto che pronunciava «non capisco» le tremavano i polsi e una inquietudine singolare si impossessava di lei. Giovanni con una calma imperturbabile le annuncia:

— Questa casa è tua.

— Oh! Giovanni, Giovanni.

La gioia dell’improvvisata le mozza il respiro. Non sa nè che fare nè che dire. Dove le trovava Giovanni quelle ispirazioni così geniali?... Per impedire che la scena divenga troppo patetica, Giovanni si affretta a scherzare:

— l'ho ricomperata per te, così quando avrai qualche bega colla tua cognatina potrai sempre ritirarti sulle tue terre.

— Anche Chiarina ride questa volta. Poi domanda: