Pagina:Neera - La Regaldina, Madella, 1914.djvu/78

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Ma già era prossima mezzanotte. La signora Ernesta si stirò un poco sbadigliando; sotto le sue palpebre dense che si abbassavano nel desiderio del riposo, la pupilla umettata di sensualità sembrava riflettere tutte le emozioni della serata trascorsa; le trasudava dalla obesa persona, come da spugna lungamente imbevuta, lo stimolo carnale solleticato in tutti i modi.

— Oh! buona notte, dunque — esclamò puntellandosi al tavolo per rizzarsi in piedi.

E accendendo un lume tornò a stirarsi, stanca, provando dei leggieri brividi nelle spalle.

— Dov’è mio marito? — chiese al ragazzo che lavava i bicchieri e li poneva a scolare sul vassoio di stagno.

— È già andato a letto.

— Bene.

E s’avviò anche lei, passando davanti ai lettucci dei suoi undici figliuoli, disposta ad accogliere il dodicesimo se mai venisse.