Pagina:Neera - La freccia del parto ed altre novelle.djvu/183

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la freccia del parto 175


Stando in letto, ella udì i becchini che venivano a prendere la povera morta, e le martellate che davano sui chiodi per conficcarli nella bara. Udì il buon Matazzi che diceva: «Dopo tutto, meglio così: che faceva al mondo quell’infelice?»

La voce di Rizzio l’udì una volta sola; non potè comprendere quello che disse.

Olimpia veniva spesso a trovarla; si metteva sotto alla finestra col lavoro in mano, ma parlava poco. La diffidenza era nata in mezzo loro. Un solo pensiero le dominava quando erano insieme e tutta la loro cura mirava a nasconderlo.

— Stanno tutti bene? — dimandava Costanza (ella pensava a Rizzio).