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44 la freccia del parto


essere sorpresa, senza il terribile peso di comparire sempre bella; starsene calma, a leggere versi d’amore e dire: Passò quel tempo, Enea! Così va fatto.

A buon conto Costanza, dopo aver recitato coscienziosamente a sè stessa questo fervorino, indossò il suo vestito nero e si pose al collo una collana turca che le stava a maraviglia.

Non udì certo uno scoppio di risa argentine e non vide nell’angolo più remoto della camera il tristarello Amore che ripiegava l’arco.

(Tali cose per solito non le vedono che i poeti, ed io fui lì lì per sopprimere tutto il periodo, ma poi ho pensato che hanno diritto a qualche licenza anche i romanzieri, e d’altronde me ne rimetto al titolo di questo racconto.)