Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/146

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140 l'uomo dei palloni


egli si gettò vestito come era pesantemente sul letto, il quale non scricchiolò per la ragione che consisteva in un semplice materasso steso sul pavimento, dormì subito, russando, col naso per aria e i pugni stretti; dormì le sue solite otto ore; ma nello svegliarsi ebbe subito l’impressione di un aculeo sulle coste. Era il portafoglio.


Alcune signore, entrando quel giorno ai Giardini del cancello di piazza Cavour, furono molto sorprese nel vedere l’uomo dei palloni che mosse loro incontro domandando se per caso non avessero perdute cento o duecento mila lire.

— Poveretto! — dicevano le signore, — è diventato pazzo!

E siccome la stessa domanda veniva rivolta imperturbabilmente anche alle nutrici ed alle bambinaie, molte furono le risate che echeggiarono quel giorno fra piazza Cavour e la fontana dei Giardini.

Per tre giorni l’uomo dei palloni tenne il suo posto rigido e impettito. Era un po’ più pallido del solito, e aspettava. Ma ogni cosa intorno a lui appariva affatto estranea alìa sua preoccupazione. I bimbi sfarfalleggiavano per i viali, i nastri e gli spilloni d’oro delle nutrici