Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/176

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170 l'avventura di tre furbi


La frase era bella ma fece poco effetto sui due giovinotti che avrebbero preferito aver loro in tasca l’astuccio. Mogi mogi seguivano lo zio sul cammino della loro casa, tenendogli gli occhi addosso come se potesse volar via; quando furono quasi alla soglia Titta si pose un dito sulle labbra raccomandando:

— E silenzio per ora! Non dite nulla a vostra madre che lo saprebbe tutto il paese.

Oh! questo poi no! protestarono insieme i due fratelli. Che il vecchio sornione si sia messo in tasca l’astuccio e pretenda avervi dei diritti è una cosa che si potrà discutere, ma impedirci di parlarne a nostra madre è troppo.

Infatti non avevano ancor finito di mangiare la zuppa che Paolo schiattò:

— Zio, mostra un po’ alla mamma quello che ho trovato oggi in un campo di ravettone.

Invano Titta si pose a fare gli occhiacci ed a schermirsi fingendo di non comprendere. Premeva troppo ai due fratelli di mettere in chiaro la faccenda, che di quel silenzio non si fidavano affatto ed a prendersi per alleata la madre restavano in tre contro uno. L’astuccio dunque, dopo alcuni tentativi di resistenza, uscì dalle tasche del vecchio ed aperto provocò le più alte esclamazioni ammirative della Menica la quale non finiva di voltare e rivoltare da