Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/276

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270 come ebbe filarete il suo giorno di celebrità


E così fu che in quella notte memoranda, non solo il proprietario dei fichi ma tutto il vicinato fu messo in allarme da una improvvisa scarica di campanelli e dalla specie di sole sorto come per incanto in cima all’albero, che illuminava tutto il giardino. L’originale inventore della burla doveva tuttavia rimanere estatico quando in luogo dei monelli da lui spiati sorprese sulla banchina, tutta tremante e sgomentata, la signora Persico e presso a lei il signor Edoardo. Erano dunque essi i ladruncoli dei fichi?...

No, il signor Edoardo, quel giovinotto elegante, non poteva prestarsi a un simile ridicolo. Qualunque altra soluzione piuttosto: un duello, due duelli, la morte, o rapire la signora Persico, ma passare per un ladro di fichi, giammai! Come però la povera donna si sfaceva in gemiti il cavalleresco complice ebbe un’idea e la lanciò subito alla testa di tutti i vicini che si avanzavano man mano agli usci ed alle finestre. "La signora Persico era sonnambula!" Egli l’aveva veduta scendere in giardino con quel passo incerto e fatale dei sonnambuli, procedere come un fantasma nelle tenebre, tendere le braccia nel vuoto.... e si era spaventato, spaventato per lei povera signora! Che fare? Avvertire il marito? Si