Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/292

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286 zio napo


Zio Napo infatti non morì. Al contrario, quella settimana di riposo e di purghe gli rifece una specie di giovinezza, per cui uscì dal letto più fresco e più vivace che mai. Il suo ottimismo, confortato dalla recente esperienza, gli fece concludere che un buon bucato di quando in quando è ottimo per la salute. Meglio senza dubbio fare la prima malattia a ottantaquattro anni e portarsela fuori allegramente che vivere fra le pillole e le cartine come fa la gioventù moderna. Questa l’opinione di zio Napo.

Al principio del secolo ventesimo un Barbaglia, che era partito ragazzo per l’America, tornando in patria, volle far ricerca de’ suoi parenti e trovato un bel vecchio roseo sotto i capelli bianchi gli chiese se fosse figlio di quel Napoleone Barbaglia che aveva rapito una fanciulla dal convento, che si era battuto come un leone nel quarantotto....

— Sono io, — rispose modestamente zio Napo.

— Ma non è possibile! Dovreste avere cento anni.

— Lasciamo andare questo argomento degli anni tanto inutile quanto malinconico. Restate in Italia, ora? Bene, vi invito per le mie nozze d’argento.